martedì, 18 dicembre 2007

 

 

Ai piedi di questo albero VIVO lascio gli auguri per tutti i viandanti che si fermeranno anche un solo secondo. Spero possiate plasmare il tempo a Vostra immagine e somiglianza .

Vi voglio bene, Auguri!

scritto da palommellarossa | 09:58 | commenti (14) | Torna su


martedì, 23 ottobre 2007

con fare distratto

a testa alta

passavo di qui

in questa stanza.

Forse misuravo solo i passi che ho fatto da qui a dove sono adesso,

forse la voglia di sentire un po' di nostalgia o il desiderio di rassicurarvi.

Non so bene perchè passavo di qui

ad ascoltare vecchie canzoni che non conosco più

a guardarmi in questo specchio me stessa che non mi appartiene

però passavo di qui

 

scritto da palommellarossa | 10:15 | commenti (12) | Torna su


martedì, 10 aprile 2007

 

CUCCURUCCUCUUUUUUUUUUUUUUU

paloma.... cuccuccucuccuuuuuuuuuuu cantavo....

ed è così,

Paloma è contenta, si è rifatta la pelle al sole dei laghi.

E' nera carboncino ed è contenta di cantare

ancora e ancora e ancora....

HANNO AMMAZZATO PABLO, PABLO E' VIVOOOOOOOOOOOOOOOOO

cuccuruccucuuuuuuuuuuuuuu palomaaaaaaaaaaaaaaaaa

scritto da palommellarossa | 18:12 | commenti (43) | Torna su


sabato, 24 marzo 2007

certi amori

arrivano come le tempeste di vento. Ti sradicano da te stessa e ti portano via. Hanno il colore della follia e la passione del tango. Hanno colonne sonore di sottofondo ed angeli e diavoli che passeggiano sul letto. Certi amori sono le ultime scommesse, e la posta sei tu con l'ingombrante bagaglio di una vita precedente, compresi famiglie e figli sparsi. Vuoi giocarli e raccogli le forze per farlo... ma la partita è persa e tu lo sai dalla prima mano in cui butti le carte. Certi amori non ti scaldano il cuore, partono dallo stomaco e ti inquinano il sangue. Nascono per volere di un Dio minore che non ti sosterrà e non vigilerà su di te, nessuna cautela e nessuna attenzione.
Certi amori ti lasciano infranta, su un'autostrada veloce a due sole corsie. Ti abbandonano all'alba come si fa con un cane trovato sotto casa e mai desiderato o voluto. E cosa importa se quella era tutta la tua vita e rappresentava il cassetto dove avevi nascosto i tuoi desideri? Cosa importa se adesso tra le dita hai solo tanta impotenza e tra le gambe un unico semplice desiderio che ancora piange vecchie immagini?

Certi amori, sono paracadute che non si aprono, sono fiori a cui sbocciano solo le foglie, sono desideri profondi di realizzare visioni di te.
Certi amori sono sbagliati, nascono sotto una cattiva stella. O forse la stella era buona ma il cielo era avverso.


Altri amori, invece, si costruiscono dal basso. Crescono come le piante e si nutrono della luce laboriosa del giorno. Si chiamano sacrificio, lealtà, sicurezza e poco hanno a che rimare con passione . Ma quando arriva l'inverno, sanno coprirti come una calda e vecchia coperta di lana, ti proteggono dal freddo di te stessa e ti tutelano dalle tue tempeste. Sono porti sicuri, nidi caldi e accoglienti dove non volano aquile voraci a mangiarti il cuore. Certi amori hanno la A maiuscola e si coniugano con esigenze della vita e si legano con mille tralci alle piante che cresceranno intorno a te.
Credo che avremmo bisogno di tutti e due.
Io ci ho provato ad integrarli, ma è impossibile.
Non funziona o forse semplicemente non mi è capitato.
Non resta altro da fare che cancellarne uno e insieme a lui cancellare tante parti di me.
Il sangue brucia, la carne urla, ma è tardi, troppo tardi e soprattutto nessuno, assolutamente nessuno intorno a te comprende che stai dicendo addio al tuo ultimo amore e che con lui stai dicendo addio a intere porzioni di te.

 

 

scritto da palommellarossa | 10:53 | commenti (36) | Torna su


martedì, 20 marzo 2007

finalmente vediamo la luce di questo lungo tunnel lavorativo.

Finalmente respiriamo aria che sa d'inverno. Dalle innevate montagne di Trento scendono aria gelida e raffiche di vento. Si, scendono a valle portando odore di neve.

Ma chi se ne frega? Il mio cuore è in vacanza.

Come le mosche, come le precoci zanzare, ha assaggiato odore di primavera e  non vuole cancellarlo.

Il pensiero di abbandonare le calze mi ha sfiorato soltanto qualche giorno fa, e le giacche erano già riposte nella naftalina... e adesso??' Alè...tutto fuori!!

Mi vien da pensare all'amore.

Quando è stato l'ultimo amore??

Ecco, avevo pensato, anzi ero convinta, di averlo cellofanato, rinchiuso, bandito, escluso... ed ecco, una folata di vento, una nevicata a bassa quota e me lo ritrovo a girovagare ancora nelle volute cerebrali.

No, non è più l'amore di prima, no, non è la stessa droga pesante, la stessa assuefazione di sangue, no.... è solo la neve a primavera, quella che appena vien fuori il sole non vede l'ora di squagliarsela alla grande.

Notate bene, ho scritto l'ultimo amore....

ma non è ultimo in senso temporale, è ultimo e basta. "Il solo e l'ultimo oramai" recita una bella canzone di Mina. Sbaglia chi legge rimpianto o tristezza, è un suo problema. Io, oramai dico questa cosa con un senso di grande liberazione. Come dicessi "ho chiuso con le scommesse clandestine, ho chiuso con la droga, ho chiuso con le dipendenze."

E quando qualche insano pensiero viene a bussare alla mia porta, è l'inverno che torna, è la neve che riscende, è il vento gelido che ancora mi sferza.... ma cosa importa ora mai??? Guardo il calendario e mi rendo conto che è già primavera.

 

 

scritto da palommellarossa | 12:17 | commenti (13) | Torna su


giovedì, 08 marzo 2007

volevo farvi un augurio donne,

a voi che sostenete il mondo, a voi che sapete creare e disfare, donarvi interamente e curare atroci ferite d'anima.

Volevo farvi un augurio, donne,

a quelle ferite e a quelle spensierate. A quelle dolci ed acquechete e a quelle aggressive e pedanti, alle politiche e alle qualunquiste.

Volevo farvi un augurio che gira intorno a un pensiero

NON PERMETTETE CHE NESSUNO DIMENTICHI LA VOSTRA FESTA

perchè minimizzando questa, minimizzerà anche tutti quei faticosi passi che ci hanno portato fino a qui,

e Dio sa, se c'è ancora tanto cammino da fare. Da fare per essere donne, non scopiazzamenti di modelli maschili, non compiacenti geishe da letto, ma ANIME che portano in nuce i valori femminili.

L'amore, la comprensione, l'empatia

l'intelligenza, l'acume, la sensibilità..

Auguri Donne..... questa parola che riempie la bocca ed ha un sapore antico ma un gusto sempre nuovo e imprevedibile...

Auguri di cuore perchè sappiate godere la vostra donnità e collocarla negli ambiti sociali con la consapevolezza che c'è n'è davvero tanto bisogno.

scritto da palommellarossa | 11:21 | commenti (12) | Torna su


lunedì, 26 febbraio 2007

Notizie dal fronte dei lavori...

No, non mi sono persa... sono approdata all'isola dei progetti e la mia creatività funziona a senso unico. Non riesco a gestire l'area progettuale e questo spazio, quando mi appare un pensiero viene immediatamente subissato dal maledetto/benedetto FARE.

Insomma la mia creatività sta andando a senso unico, il senso del costruire per gli altri, armonizzare per gli altri, elaborare per gli altri. Difficile permettersi un angolo tutto mio, fosse anche questa pagina di blog, difficile permettermi un pensiero libero e sciolto, appena nasce una piccola ideuzza, immediatamente viene dirottata sulla progettualità e le sue ipotesi di applicazione.

Percorso bello, utile, difficile ma una grande scommessa.

Lavorare per migliorare le pratiche di inclusione dei ragazzi in difficoltà (stabili, temporanee, certificate) all'interno della mia scuola e anche al di fuori, operando con il territorio, con le persone che lavorano nei settori del disagio giovanile, con i comuni, e con la sanità.

Un grande lavoro, bello, utile e faticoso, che assorbe ogni angolo del mio essere e dei miei pensieri. Arrivo a lavorare 16 ore al giorno con team differenti e ambiti professionali vari.

Non stupitevi amici cari, se mi leggete poco. Come una carta assorbente il progetto mi succhia tutta la fantasia e vorrei essere qui con la congruenza di sempre, e quindi cosa donarvi di palommella se palommella è mangiata viva dal progetto?

Quotidianamente passo da qui e leggo i commenti, non riesco sempre a venirvi a trovare perchè corro, corro rubando i minuti all'orologio, riuscirete a giustificarmi? Dovrò portare la giustificazione firmata dai genitori... o forse basteranno queste mie poche righe a dirvi che non vi ho dimenticato, che vi penso sempre e comunque, ma che la vita, non solo la mia vita, ma anche quella di tanti ragazzi in difficoltà, corre... corre...corre... ODDio come corre.... talmente tanto che....... s'è fatto già tardi.................

scritto da palommellarossa | 12:53 | commenti (18) | Torna su


martedì, 06 febbraio 2007

quando penso a te,

come vivessi su un piano parallelo della mia esistenza,

non trovo nulla di cui doverti ringraziare.

Non ti ringrazio della tua superficialità e neppure della tua assenza di sentimenti.

Non ti ringrazio per la tua avarizia mentale e neppure per la tua finta cultura alternativa.

Non ti ringrazio per le tue verità e neppure per le infamanti bugie.

Non ti ringrazio per l'imposizione dei silenzi e neppure per la prolusione di mille parole.

Non ti ringrazio per l'amore che mi hai dato perchè me lo hai fatto pagare a peso d'oro.

Non ti ringrazio per l'attenzione che mi hai prestato, perchè lo hai fatto esclusivamente con i TUOI tempi e modi.

Non ti ringrazio per avermi attirato nella tua trappola perchè di una semplice trappola si trattava.

Non ti ringrazio della tua presenza perchè mi è costata in conti d'ore di astinenza e assenza.

Non ti ringrazio dei tuoi grandi sentimenti perchè si sono infranti al primo tintinnare di un vetro.

Non ti ringrazio per l'amore che mi hai dato, perchè avresti fatto meglio a tenerlo per te.

Non ti ringrazio per le modalità che hai scelto perchè non erano assolutamente le mie.

Non ti ringrazio per le tue bellissime parole perchè erano funzionali al raggiungimento dei tuoi scopi.

Non ringrazio Dio d'averti incontrato perchè ne avrei fatto volentieri a meno.

Ma quando all'alba ascolto la mia musica, avvolta dalle  nebbie rilassate sulla strada, ecco quando il CD gira e Keith mette le mani sulla sua tastiera, ecco lì ti ringrazio perchè mi hai aperto un mondo e me lo son preso, con la ferma intenzione di non mollarlo più .

Keith Jarrett

scritto da palommellarossa | 09:12 | commenti (30) | Torna su


martedì, 30 gennaio 2007

Sono in preda agli strippi

sono stanca e non ho tempo per me. Quando mi capita di avere tempo per me, lo spreco, lo brucio. Resto inerme come una lucertola al sole e mi beo di non fare assolutamente nulla.

Anche da queste pagine passo poco, troppa stanchezza, troppo vecchio dolore, troppa vecchia palommella.

Posizionata in modo stabile sul mio urlo, dentro questa pagina cornice, mentre i miei piedi, le mie mani, la mia mente sono partiti per Urano nel frattempo....

Come fare a raggiungerli? Come partire alla ricerca di unitarietà?

Ops... rischia di diventare un post surrealista........

 

 

Help meeeeeeeeeee

scritto da palommellarossa | 09:01 | commenti (20) | Torna su


lunedì, 22 gennaio 2007
DI TUTTO TE
Di tutto te
Grande, immenso, inviolato
Grattacielo dai mille piani..
 
Di tutto te,
vetta incontrollabile
dei miei pensieri..
 
Di tutto te,
cima assoluta che faceva
ombra al mio sole
 
Di tutto te……
non è rimasta
che una pallina di ferro
che rotola..rotola..
 
dentro al mio cuore

scritto da palommellarossa | 23:25 | commenti (22) | Torna su


martedì, 16 gennaio 2007

"-Presto corri, vieni, metti la giacca usciamo. Andiamo a scegliere i piatti della lista di nozze. Il tuo è un matrimonio impellente, veloce, non troppo razionalizzato, istintivo, direi.... il quadro di tutta la tua vita, sicuramente.... eh eh -"
Con queste parole, mia madre mi svegliava una lontana mattina di maggio per ricordarmi gli impegni impellenti, gli ultimi accorgimenti di un matrimonio veloce, organizzato in 15 giorni.

Il matrimonio di una donna, io, che fin dalla più tenera età, si era sentita dire..." Tu non ti sposerai, non sei cosa". parole che volavano per le stanze, emesse dalla bocca profetica di mia nonna, parole che colpivano gli assensi delle zie, che come cornacchie ripatevano, "si non è cosa, sì, non è cosa". e con questo viatico, mi sono sposata in fretta e furia, senza crederci neppure per un attimo al matrimonio e senza neppure pensarci tanto.


Il negozio era pieno di cose preziose, giravamo tra i Rosenthal e i Pilaff, osservando assenti le posate d'argento con inquietanti bagliori. Inquietanti, sì, perchè dovrei dire ridenti o splendenti? Inquietanti, erano per me quei bagliori, mi sentivo incapace di mantenerli, di tenerli sempre lucidi, quegli ottoni ed argenti. Sapevo già che lo splendore dell'argenteria non dura sempre e che per mantenere lucide le posate avrei dovuto regalare loro, parte della mia vita... e in questo settore, la mia avarizia è proverbiale. Ma quella mattina l'illusione era troppo spessa, come la nebbia in Veneto in alcune curve di strada, dove ama riposare sedendo sulle striscie di terra accanto ai marciapiedi.
Così comprammo i piatti e le posate e bellissimi cucchiaini d'argento cesellati con piccole rose. Comprammo bicchieri a calice e a tulipano e insalatiere giganti per ospiti inesistenti. Comprammo tutto senza molta convinzione e senza neppure ascoltare le indicazioni specifiche del venditore.
Dove sono quei piatti oggi?

I piatti fondi di sono sbeccati, giorno dopo giorno sulla tavola dei silenzi.
I piatti piani sfrondati dai ricami hanno mantenuto i problemi e le incombenze.
I piatti da frutta sono stati tirati come freesby, seguendo il rilancio nella parete, espediente utilissimo per nascondere gli urli e gli strilli della casa.
I piatti da portata, ci son cascati dalle mani, mentre assentivamo all'insostenibile saggezza delle suocere e dei cognati, diffusi a piene mani durante i pranzi natalizi e di Pasqua.
Le tazzine da caffè sono state sbeccate pezzo, pezzo, credo per erroneo uso di labbra screpolate lungo i bordi.
Le formaggiere rimangono intatte, nella loro incredulità, di aver resistito al martirio. Le pepiere pure, si son sentite non consumate, non curate e non utilizzate, nulla di insolito in un matrimonio senza pepe. La zuccheriera si è spaccata nei primi giorni sul pavimento della realtà quotidiana. Restano i cucchiaini, quelli con le rose. Li abbiamo sapientemente mantenuti. Piegandoli a cerchio, ad uno ad uno, appiattendo la testa da cucchiaio, con un martello felpato, ne abbiamo fatto dei braccialini da regalare agli amici più cari.

Ne rimane uno che porto ogni tanto, nei giorni in cui mi sento tanto sicura, sorridendo, mentre lo indosso, ripeto dentro la testa le parole "Non sei cosa, tu non sei cosa".

scritto da palommellarossa | 08:58 | commenti (20) | Torna su


martedì, 09 gennaio 2007
 

Sogno di Palommella

 

1. Palommella nel vecchio studio del bloggologo:

Palommellarossa (08-04-04 alle 16:04):
Buongiorno dottore, ho bisogno di un consulto. nel mio blog c'è fresco fresco un lavoretto per lei. l'interpretazione di un sogno. Molti amici mi hanno dato una mano e poi, disperati, mi hanno indirizzato da lei, può farmi un consulto? la ringrazio in anticipo... pagherò a fine mese, grazie e buongiorno

2. Dal blog di Palommellarossa:

"Aiutatemi a leggere"

"Ero in una casa composta di due stanze, arredata con mobili vecchi.
Esattamente mi trovavo nella camera da letto.
Nella stanza accanto c’era mia sorella che scartabellava e spostava oggetti.
Comprendevo improvvisamente di essere nella casa di un uomo che ho amato e con cui ho convissuto. Una casa in cui avevo abitato, quindi, ma i mobili, ora, erano diversi e in stile primo novecento.
Non so per quale strano motivo mi chinavo a guardare sotto il letto e in quella un orrendo scarafaggio con le ali mi saltava in viso (io ho orrore degli scarafaggi con le ali).
Lo mandavo via con un gesto della mano e mentre compivo quest’operazione, alzando gli occhi, vedevo aprirsi la porta d’entrata e venire avanti quell’uomo con un sorriso dipinto in faccia."

Che vuol dire secondo voi?

 

3. Risposta del Bloggologo:

"Che emozione, tocca noi!!"
"Sì!!!! Dio mio, sono emozionatissima."
"Su, non fare così, vedrai...andrà tutto bene."
"Lo spero, ho una paura terribile di rovinare tutto."
"Stai tranquilla...semmai, per essere sicure, ricontrolliamo tutto, va bene?"
"Certo. Allora io scartabello le carte."
"...e gli oggetti. Mi raccomando, rispetta il copione, pure gli oggetti."
"Ah..sì, gli oggetti! Vedi? Sono nel panico totale!!!! Aiutoooo"
"mmmm...non capisco come siamo sorelle, io e te! Resta calma, rifletti e tutto andrà bene!"
"D'accordo, d'accordo, non arrabbiarti..."
"Non sono arrabbiata, ma questo sogno è speciale, altrimenti non ci avrebbero dato tutta questa sceneggiatura. Dobbiamo impegnarci!"
"Sarà. A me sembra un sogno come tutti gli altri, anche se per me è la prima volta che verrò pubb...ops...non devo dirlo? Perchè mi guardi così?"
"Non devi dire o fare più di quello che ti è stato comandato di fare! Ancora un lapsus e siamo nei guai. E ora basta chiacchiere, mettiamoci al lavoro!"
"Va bene. Allora: io vado di là a scartabellare carte."
"..."
"E oggetti! Sì, vado a scartabellare carte e oggetti."
"Bene"
"E tu che fai?"
"Io prima mi assicuro che questi mobili siano effettivamente quelli che abbiamo ordinati, altrimenti cominciamo male. Poi faccio la mia entrata e tiro fuori il ricordo."
"Il ricordo di lui?"
"Esatto, ma sarà solo la descrizione, ad ogni modo qui c'è scritto di scompattare il ricordo xptr304440 ed ho controllato, è proprio quello lì."
"Bene. Dunque tu ricorderai lui e scompatterai parte della convivenza?"
"No, solo un accenno."
"Ma io devo continuare a scartabellare?"
"Nel copione non c'è scritto niente."
"E allora che faccio?"
"Mah...qualsiasi cosa purchè non interferisca con la scena principale. Mi raccomando, non rovinare il sogno!"
"Stai tranquilla, mi fermo sulla porta della camera a guardare."
"Noooooo. Dalla porta deve entrare lui, alla fine del sogno! Testona, non ce la faremo, non ce la faremo (scuote la testa...)"
"Suuuu, che scherzavo. Resto qui seduta a strapparti tutte le carte (strizza l'occhio)"
"E io che perdo tempo con te!"
"..."
"Oh..poi c'è da sistemare la scena scarafaggio."
"Già, a proposito, dov'è?"
"Ho telefonato poco fa, lo stanno ancora testando, non è facile far saltare sul viso uno scarafaggio col morphing mentale. Non esistono scarafaggi che saltano sul viso, useranno il simulatore."
"Il simulatore?"
"Certo, si usa quando si vuole fare reagire una parte profonda, corporea, del sognatore. Mi pare di aver letto che questa volta caricheranno il modulo 'minaccia', almeno credo."
"Il modulo minaccia?"
"Sì, io mi dovrò avvicinare con curiosità e senso si stranezza, volendo scoprire ciò che si nasconde sotto il letto."
"Ma perchè sotto il letto?"
"Non so, è in codice criptato, quella pagina del copione."
"Ah, quante cose che sai...continua!"
"Ma ciò che alletta la mia curiosità si trasformerà in orrore, che faremo provare al corpo della sognatrice attraverso il modulo 'minaccia'. Quindi lo scarafaggio salterà sul viso e la protagonista potrà finalmente difendersi."
"Tutto questo set onirico per questo?"
"Sì, è il clou del sogno, la manata all'insetto."
"Davvero?"
"Sì!! Oh, ma sei sorda?"
"Non sono sorda. Ma non capisco."
"Noi siamo figure di sogni, dobbiamo solo ubbidire al regista. Se ci stiamo chiedendo delle cose è soltanto perchè, da qualche parte, un altro regista ci sta facendo giocare il ruolo di indagatrici..e..."
"Basta, per favore, non ci capisco più niente....ma dicevi, scacciare l'insetto è il punto centrale del sogno?"
"Sì, per quel che ne so non si poteva tirare fuori questo file fino a poco tempo fa. Il sogno si sarebbe trasformato in incubo e la sognatrice si sarebbe svegliata con un corto circuito mentale. Ora, finalmente, è in grado di costruire un ponte."
"Un ponte?"
"Sì, lei riuscirà a scacciare l'insetto, a difendersi e finalmente toglierà parte del mistero che talvolta le scuote l'anima. Finalmente lo vedrà."
"Vedrà lui, se non sbaglio."
"Sì, lo vedrà sulla porta."
"E cosa vuol dire?"
"Anche questo non possiamo saperlo io e te. E' criptato. Solo chi ha l'accesso a quel file può saperlo. Ma ti posso assicurare che, con questo sogno, alla fine ci sarà un ponte con la figura di quell'uomo. Dunque quella paura da intrattabile potrà finalmente essere seguita e trasformata in qualcosa di comprensibile, fino alla soluzione..."
"E quando succederà?"
"E chi può dirlo? domani, tra un mese, due anni o mai."
"Però è positivo, o no?"
"Sì, certo che lo è. Il terrore pietrifica, la paura permette di difendersi. Scacciare un insetto volante permette di contrattaccare, arrivare alla 'porta' della comprensione e da lì..forse..un giorno....andare oltre..."
"...uffa...che fatica, non mi va di giocare questo ruolo della finta scema. Quanto manca?"
"Il tempo di caricare i moduli invisibili."
"Ma cosa sono?"
"Beh, la sognatrice dovrà svegliarsi e mantenere in mente le emozioni profonde...dovrà provare tensione e desiderio di condivisione. Quindi solo alla fine dovrà postare nel blog il sogno e permettere a noi di essere inizializzate."
"INIZIALIZZATE????"
"Ma certo, sciocchina, dove credevi di essere? Nella mente della sognatrice? Non lo sapevi che sei nella mente del bloggologo? Lui si sta riposando, nel pomeriggio, e noi stiamo risolvendo un problema."
"Oh mio dio."
"Tranquilla, vieni...ti faccio vedere un suo ricordo, sorriderai..."
"Ma la sognatrice...sono confusa..."
"Il sogni sono confusi per chi ne sta fuori, tanto quanto noi ci confondiamo pensando alla vita reale dei nostri sognatori...vieni, andiamo via."
"Si, andiamo."

 

scritto da palommellarossa | 09:11 | commenti (16) | Torna su


mercoledì, 03 gennaio 2007

Ai cari amici che passano di qua,

ai sensibili amici che hanno qualcosa da dire..

ai portatori di un messaggio,

a coloro che hanno appreso qualcosa a loro discapito

a loro vantaggio o a loro merito,

a quelli che ci sono sempre e comunque

a quelli che  tendono la mano e ti afferrano pure,

a quelli che sognano e non vorrebbero mai smettere.

a quelli incazzati, o pacifici, o filosofi

a quelli che si son prosciugati e non hanno più molto da dire,

a quelli che hanno già dato

a quelli che devono ancora dare molto

beh insomma...a quasi tutti

BUON ANNO

da Palommellarossa

e l'augurio che siate VOI a MANGIARVI l'ANNO

e non viceversa.....................

AUGURI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

scritto da palommellarossa | 10:41 | commenti (16) | Torna su


domenica, 17 dicembre 2006

Se tu fossi nato qui

al riverbero di questo mare turchino

che lo scirocco perennemente increspa

con infaticabile respiro

forse capiresti questa nostra

mania di vivere sul bagnasciuga

tra l'azione l'incuria

e la forte propensione allo sbadiglio.

Altrove dove la tramontana

sferza il viso ai passanti

e le brume diffondono

provvidenziali grigiori

si va di fretta per procacciare

colori alla giornata

ma qui nell'abbaglio del sole

l'unica tentazione è nel dormire

come gatti al calore

gli artigli sono solo per l'incauto

che osi disturbare il sonno.

(Giorgia Stecher - Non la terra -ed. Il vertice - PA)

 

La mia bellissima e saggia mamma, ha lasciato tanti libri sotto al mio cuscino. Se n'è andata in una primavera socchiudendo pian piano l'uscio. Se n'è andata in silenzio, sola col suo rantolo. Sapeva di poterlo fare perchè per lei, per sempre, parleranno le sue pagine e i suoi libri.

E' lì che la vado a cercare quando ho voglia e bisogno di una sua carezza.

Il bello è che la ritrovo sempre e la sua piccola mano, ancora una volta, compie il miracolo, esce dal nulla e mi accarezza l'anima.

 

scritto da palommellarossa | 12:06 | commenti (49) | Torna su


martedì, 12 dicembre 2006

Spiacente, arrenditi. Mollami, lasciami perdere ma non rompermi le scatole con le tue continue richieste di cambiamento e modifica. Il vestito è questo, il colore è questo, la forma e il contenuto è quello che si vede. Il prezzo sul cartellino ha sempre parlato chiaro, non c’erano centesimi né decimali vari. Intero intero era questo quello che ti era stato promesso quando tutto felice hai comprato l’intero Kit Palommella.
Prendere o lasciare, sappiamo vivere e sopravvivere. Abbiamo nel cassetto Kit di sopravvivenza che tu neppure immagini. Sapremo camminare anche domani con le gambe dritte e la mani lungo i fianchi. Sapremo salire gradini e sputare in faccia, come sempre e ancora una volta a tutti quelli che stanno lì sulle panchine a cercarci i pidocchi. Sapremo andare avanti anche con le ragnatele sotto le ascelle e con le scarpe rotte e sapremo sorridere mostrando anche un solo dente, lustro, ma così lustro che tu neppure mai te lo sei sognato.
Continua a contare il via vai delle formiche. Io so accettarti per quello che sei, non ho mai cercato di cambiarti di una virgola. Che cavolo vuoi cambiare adesso e perché? A cosa servirebbe organizzare questa perfetta scenetta di modifica per poi sotto la tavola soffiarmi il naso sul tovagliolo e sfilarmi le scarpe?
Le signore, o le siorette, come le chiamo io, mi hanno sempre fatto inorridire. La placidità mi dà il mal di pancia. La famiglia felice della pubblicità mi fa vomitare. I miei vestiti della festa sono abiti lisi e consunti.
Non ho mai anelato alla perfezione anche perché non ho mai trovato, né cercato il modello perfetto, anzi fondamentalmente non ho mai creduto neppure che esistesse. Fuggendo inorridita in odor di falsità a ogni qualsivoglia volta se ne presentava l’occasione.
Chi ha bisogno di modelli, chi ha necessità di uniformarsi, chi ha bisogno di un quadretto per essere se stesso, non sono io e non mi appartiene. Hai sbagliato cassetto, amico mio, ma sbagliato di grosso. Quindi sai che ti dico? Accenditi la televisione , guardati la pubblicità e fatti un film, mangiati una merendina Mulino bianco e usa i tempo per asciugarti il naso. La sottoscritta esce e cammina nel parco, attendendo l’occasione che il guardiano si volti, per levarsi le scarpe e calpestare l’erba.
 Poi, credimi… sicuramente TU starai meglio così!

 

 

scritto da palommellarossa | 20:43 | commenti (16) | Torna su


domenica, 10 dicembre 2006









Ma prenditi la casa, i mobili, la roba.


Prenditi la macchina, i cani e gli elettrodomestici.


Prenditi il tempo e anche i tuoi pensieri.

Prenditi le illusioni, le lusinghe e quei pochi sensi di realtà che ancora sono rimasti.


Prenditi la noia, quella fitta e assoluta e le tue laconiche parole, si anche quelle.


Quelle che non mi raggiungono, quelle che non mi tangono, quelle che non ascolto.


Prenditi tutto ciò che ti è possibile portar via.


Sai che paura?


Non c’è più nulla che possa spaventarmi ancora.

Neppure la fame nera, neppure questo inverno pesante e leggero nello stesso tempo.


Neppure la mia anima, scura e maledetta.

Figurati le tue minacce e i tuoi rimbotti

Ormai non servono neppure a eliminare i miei peli superflui

scritto da palommellarossa | 12:16 | commenti (5) | Torna su


domenica, 03 dicembre 2006

Questo amore è incorregibile.

E' diventato oramai solo un appendiabiti a cui stringere un pensiero.

Non c'è più nulla di fresco e nuovo. Solo abiti sdruciti a cui attaccare le tarme.

Ma non mi spiego perchè queste tarme non ti divorino.

Non ti mangino vivo... forse avrei dovuto affidarmi ai tarli.

Pagarli perchè compissero il lavoretto.

ma poi, mi dico..

e se ti avessi costruito d'acciaio?

Quale solvente potrebbe mai disperderti

annullarti cancellarti...

Penso sia la mia noia che ti costruisce

ti crea mani, piedi, sesso e parole

che tu, povero tu

non sai neppure di aver lasciato

a casa mia.

BASTARDO!!!

scritto da palommellarossa | 19:47 | commenti (19) | Torna su


venerdì, 24 novembre 2006

 La classe di Chiara è composta da tanti ragazzi  “normali”. Ragazzi che si nascondono nel lavoro ottenendo anche buoni risultati e che non prendono mai apertamente posizione. Da quest’ anno nella classe è stato inserito un ragazzo con un trascorso scolastico lungo e complesso. E’ belloccio, demotivato e prepotente, ripete spesso che deve venire a scuola perché lo mandano i suoi e non perché ne abbia voglia. Entra in classe con il casco della grossa moto che i suoi gli hanno comprato. Se ne frega delle regole.

 

La Chiara.

Cicciona, spavalda e con uno strano viso da lattante. Veste sempre in modo inadeguato al suo corpo. Porta pantaloni bassi con tutta la ciccia traboccante.

A prima vista sarebbe facile individuarla come “la ribelle della classe”. Il registro è pieno di note che la riguardano e gran parte delle ragazzine “bene” la schizzano come la peste.

E’ assolutamente polemica con tutto e tutti.

E’ prepotente e molto giudicante.

Si pone rispetto al gruppo in una posizione intermedia, nel senso che non si sente un’alunna qualsiasi ma una via di mezzo tra insegnante e gruppo classe.

Interviene contro i compagni con un broncio di dispetto.

Stesso dispetto che utilizza verso i docenti, quando parla di loro.

Se intraprende una conversazione individuale, non manca mai di parlare male ora di un docente ora di un altro, cercando di trasmetterti come e quanto si senta incompresa e come gli insegnanti non la capiscano.

Difficile istaurare una relazione di fiducia. Istintivamente non si fida dei docenti. Ho dovuto metterci tutta la mia buona volontà per entrare in relazione.

A volte parlava male di me ironizzando, anche mentre parlava con me.

Una volta, non ricordo perché, le ho fatto una nota. Forse per riuscire a mettere tra lei e me quella giusta distanza che il suo intervento pretendeva. Infatti ciò che combinava, lo combinava esclusivamente per sfidare la nostra relazione. Per comprendere fino a dove poteva spingersi. Avrebbe voluto utilizzare la mia attenzione per creare uno spazio di complicità sulle sue carenze/mancanze. La nota era assolutamente necessaria per ristabilire un ruolo, il mio, che lei pensava di poter superare.

E invece no. Chiara doveva comprendere che seppure lei fosse visibile ai miei occhi ed anche affettiva per me, cosa che lei assolutamente richiede, non poteva utilizzare il mio affetto per contravvenire alle regole. Poteva invece utilizzare il mio affetto perché l’aiutassi a mantenerle quelle odiate regole. Perché le rispettasse e le condividesse a poco a poco.

Abbiamo terminato il primo anno con risultati discreti nella mia disciplina. Per il resto Chiara ha lasciato 2 materie, proprio quelle dei docenti che continuano a non vederla “ a dire suo”.

Quest’anno scolastico è iniziato con uno strano tran tran.

Chiara si è accorciata la settimana. Non viene a scuola il sabato e il lunedì.

Per le prime due settimane ho fatto finta di non accorgermene, pur sapendo che la cosa le avrebbe dato fastidio.

Poi, il primo consiglio di classe, e le sue ricadute. Inizio la discussione in classe dando spazio al rappresentante per raccontare come è andato il consiglio e cerco di chiarire aspetti e dettagli che sono stati assolutamente cancellati dalla sua relazione.

Lui dice che la classe è messa male. Io correggo che siamo preoccupati per l’andamento della classe. Lui dice che molti saranno bocciati. Io dico che ci sono persone che rischiano ma che se si applicano potranno recuperare. Lui dice che gli insegnanti sono stufi della classe che si comporta male. Io dico che gli insegnanti vorrebbero lavorare meglio e con un migliore livello di attenzione, anche perché ci sono belle risorse in questa classe.

Chiara mi guarda, poi mi sfida e mi dice:

“Non mi interessa niente. La mia vita non è questa. Io sono a scuola perché devo, ma quella che lei vede non sono io, perché io vivo quando non sono a scuola. L’altra Chiara non è come questa. E’ gioiosa, felice e per niente polemica.”

Io non replico. Propongo un compito dicendo alla classe che ci penserò una settimana.

Aspetto quindi una settimana ed entro in laboratorio, dove la classe è sistemata intorno ai PC, comunicando che ci ho pensato e che  mi è venuta un’idea. Usciamo dal laboratorio e ci rechiamo in classe. Disponiamo a cerchio le sedie e iniziamo a parlare.

Chiara cerca il mio sguardo, io faccio la vaga.

Chiedo di tornare alla discussione che abbiamo intrapreso la settimana precedente e chiedo che oggi parlino esclusivamente le persone che non si sono espresse l’altra volta.

Emerge una grossa frustrazione. La classe invisibile, inizia un altro racconto. Il racconto di un disagio nel non poter seguire bene le lezioni, il disagio di avere sempre insegnanti arrabbiati, il disagio di stare in una classe dove tira una brutta aria.

Io chiedo a loro cosa possiamo fare per cambiare questo clima classe.

Chiedo come possiamo fare per rendere più visibili quei ragazzi che non intervengono mai e che passivamente accettano. Chiedo anche che tipo di comportamento hanno quelli che, pur essendo la maggioranza, vivono facendosi sempre i cavoli loro. Chiedo di definire il loro atteggiamento.

Emerge chiaramente l’area di passività.

Quindi propongo ai passivi di pensare come poter diventare più attivi e più partecipi a ciò che avviene nel gruppo classe. E alla fine chiedo di scrivere alla lavagna le loro risposte.

Vengono fuori ipotesi a raffica.

Potremmo stare più attenti ai professori anzi che continuare a guardare Chiara e il belloccio.

Potremmo controllarci e stare più zitti.

Potremmo farci interrogare e fare più domande.

Ok, mi fermo su questi punti, che già mi sembrano “Alti” e lancio la mia sfida.

“-Scommetto che non ce la fate, neppure per una settimana”-

Chiara, che è polemica, sbotta immediatamente col dire che se LORO lo decidono possono assolutamente farcela. La classe approva.

Io li metto alla prova. Voglio vedere se arriviamo a stare una settimana senza nemmeno una nota e con un comportamento che faccia uscire i professori tranquilli dalla classe.

Tutti accettano la sfida e persino il balbuziente si alza a parlare.

Manca mezz’ora al suono della campanella. Propongo di tornare in laboratorio a finire un lavoro.

Chiamo Chiara alla cattedra con la sua sedia.

Le dico che mi ha molto preoccupato quel discorso che lei mi ha fatto sulle due Chiare.

Mi ha preoccupato perché io non conosco l’altra Chiara e, invece mi piacerebbe conoscerla.

Poi, le dico che onestamente io non credo che possano esistere due Chiare, e che la cosa mi preoccuperebbe perché io vorrei che Chiara fosse una sola e che trovasse una strada per stare bene sia fuori che dentro la classe. Chiedo cosa fa nei giorni in cui non viene a scuola.

Chiara mi dice che frequenta persone che la fanno sentire bella e in gamba, persone di cui lei ha bisogno.

Comprendo che Chiara si riferisce a un gruppo di ragazzi marocchini e tunisini che a volte vengono a prenderla a scuola.

Inizio a parlare di come sia bello avere degli amici e di come sia arricchente avere amici che hanno una cultura differente da scambiare con la nostra.

Chiara inizia un racconto che gira intorno al rispetto che c’è in altre culture del ruolo della donna.

Chiedo a Chiara cosa sarebbe disposta a fare per loro se loro si trovassero in una situazione difficile.

Chiara dice che li aiuterebbe a migliorare le loro relazioni col lavoro.

Chiedo a Chiara cosa farebbe se uno dei suoi amici decidesse di lavorare due giorni si e tre no.

Chiara dice che lo porterebbe al lavoro lei stessa.

Chiedo a Chiara se sabato e lunedì era presente.

Chiara abbassa gli occhi e risponde:

“Questa settimana si, glielo avevo promesso”.

Chiedo a Chiara – “qual è il tuo lavoro”

-La scuola, -risponde.

Quanto i tuoi amici ti aiutano a mantenere la tua scelta di venire a scuola?

Nessuna risposta.

 

Attualmente Chiara frequenta regolarmente le lezioni.

Cerca di partecipare alle lezioni e di limitare i suoi interventi.

Non mostra più la sua ciccia traboccante ed è un po’ dimagrita.

Non ha più il broncio ed è meno polemica.

Ma io so.

Io so, che non devo farmi tante illusioni.

So che probabilmente Chiara è abulimica, so che ci saranno altri conflitti con Chiara e che c’è ancora tanto lavoro da fare con la classe,

ma allora perché mi sento così soddisfatta??

scritto da palommellarossa | 15:28 | commenti (23) | Torna su


martedì, 21 novembre 2006

Snoda piano il laccetto di raso che imprigiona le ciglia. Sbatte gli occhi e strofina le palpebre.

L’orologio batte le cinque. Scarpe alte mischiate a pantofole sul parquet lucido e impolverato a chiazze.

Vento che bussa sulle finestre come un uccello che cerca la luce.

Letto grande disfatto senza cuscini. Quadri e quadri e quadri a rappresentare la vita. Vestiti sparsi sull’unica poltrona.

“ Ancora un po’… ancora un po’ – voglio star sveglia ancora un po’”

Accende il pc e inonda la stanza di luce azzurrina.

Una doccia veloce a sciogliere di dosso il gusto e il sapore di una noia attaccaticcia come le parole bavose di un politico inconcludente.

Un cd a caso e l’aria si ammorbidisce. L’alba stenta a venire. Il sonno non si vede.

Un sorriso illumina la nebbia appesa a un chiodo dentro al cervello lucido lucido. Bagliori infiniti che non vogliono spegnersi. Neuroni in corsa sull’autostrada infinita, quella senza caselli, quella dove si paga sempre e comunque.

E poi un tutto, un tuffo nell’anima a controllare che esista, che respiri.

E come un angelo in un film di Bunuel, la statua apre le ali, si allarga, si scuote. Le giunture si spiegano, scricchiolano piccoli tendini e le vene si tirano.

L’anima respira, libera e forte. Si affaccia alla finestra e aspira la brina della notte mentre i capelli incollati al viso cantano “Sei libera… sei libera… ancora una volta”.

scritto da palommellarossa | 19:15 | commenti (12) | Torna su


venerdì, 17 novembre 2006

 

In the background sounds industry (pencil drawing)

 

In questo limbo dove mi son rinchiusa