Il riconoscimento.
Lo so, dovrei far le cose esclusivamente per me ed esserne soddisfatta. Dovrei sviluppare le mie motivazioni in azioni congruenti e consapevoli ed averne la piena coscienza. Dovrebbe bastarmi.
In realtà non mi basta. Ho bisogno, del riconoscimento degli altri. Ho assoluto bisogno di una pacca sulle spalle, di un sorriso rassicurante, di un cenno di empatia.
Ho cercato di liberarmi di questa mia necessità, ma non riesco.
Non mi basto. Probabilmente, ho bisogno di riconoscimento. Mi perdono per questo e ne prendo atto.
Ma ciò che ancor di più mi fa soffrire è l'ingiustizia diffusa, è subire la prepotenza di qualcun altro, o l'insicurezza del diritto, del mio diritto.
Arriva come un peso allo stomaco e diviene sempre più bruciante, più urticante, fino a divenire un'insostenibile carico.
E' così. Abbasso le spalle, mi curvo su me stessa e mi raccolgo, cercando di riunire in me tutte le forze restanti, tutti i miei nervi. Li tengo stretti e li domino allo spasimo per non sertirmi urlare, gridare, sbraitare.
Ed ecco, oggi li porto qui, ve li consegno con le orecchie, li lego alle vostre dita, li intreccio ai vostri capelli e li deposito.
Prendetene, sono i miei nervi, la mia rabbia, le mie urla e il mio sangue rappreso dentro lo stomaco. Prendetene ma non nutritevene, rinfrescate il mio rancore col vento del vostro passare, col soffio leggero del vostro leggere in punta di ciglia, con un sospiro di vicinanza.
Poi voltate pagina, girate foglio e leggete altro, lasciatemi evoparare velocemente, chissà che questa catena del mutuo soccorso non mi aiuti a scazzarmi e a ritrovare la forza, la mia indomita forza per affrontare un giorno e un altro giorno.

Cronache da Dublino

Tutto gira intorno a questa piazza circondata dal fiume. Tutto gira, anche i numerosi ponti, antichi moderni, in cemento o ferro battuto che siano.
Tutto gira su questi volti scavati dal vento leggero e dalla pioggia fine, shawer... shawer e ancora shawer.
La mente e` volata via.
Portata su con le ali di mille gabbiani. I pescherecci e i naviganti occasionali l'hanno vista passare e l'hanno rincorsa con lo sguardo. Qualcuno ha anche provato a chiamarla, ma lei, NULLA. Impermeabile ha continuato la sua corsa sostando ogni tanto solo a riprender fiato.
Malahide Castle non l'ha vista passare e la statua di Joice l'ha incontrata una sola volta e per quella ha girato lo sguardo.
Raccontano di averla vista ferma un istante, davanti alla donna che suonava l'arpa.
Seguire con gli occhi smarriti il movimento delle dita sulle corde fatate e perdersi col suono morbido nelle orecchie nelle leggende dei boschi.
Altri dicono di averla scorta mentre seguendo il corso del fiume volava nell'acqua per emergere un poco piu' avanti, forse allo scopo di lasciar andare qualche pensiero molesto nel fondo in movimento.
Altri l'hanno scorta sdraiata sulle scogliere di Houth a salutare le foche cercando di imparare il linguaggio dei pesci.
Qualcuno ha anche riferito che tracannasse Guinnes a boccali. Ma chi, come me la conosce, sa che non e' vero. Probabilmente le piaceva osservare i mille disegni di un bravo spillatore e le volute dense come sette pance di schiuma, cercando tracce e presagi. Chi ha mai provato a leggere il futuro in una pinta di birra? Chi ha mai tratto auspici dagli anelli? Beh lei lo sa fare...
e se non sa dimenticare... almeno,
sa leggere nelle cose, di poterlo fare.
Risponde la segreteria telefonica di PALOMMELLAROSSA.
Sono momentaneamente assente ma se avrete la cortesia di lasciare un messaggio, un saluto, uno sberleffo, un bacio, una carezza (chiaramente o,o,o,o,o,o,) verrete ricontattati quanto prima dal primo internet point che trovo sulla mia via.
Besos
meno tase per tuti

Riceviamo e volentierissimissimo pubblichiamo. (per la serie FATTI E NON PAROLE).......
A partire dal 1 febbraio Considerando almeno 30.000.000 di conti correnti in Italia (1 per ciascun lavoratore), ogni mese lo Stato incassa con i bolli 21.600.000 euro in più, 259 milioni di euro all'anno pari a circa 500 miliardi di vecchie lire.
Questa cifra va dritta dai nostri conti alle casse statali e il nostro Silvio si ciondola in tv parlando di più soldi nelle tasche degli Italiani, "grazie finalmente per il controllo delle spese dello
Stato necessarie per far fronte alla
riduzione delle Tasse".

PROMEMORIA ANTEVIAGGIO
Domenica mattina, ore 5. Partenza fissata dal grande orologio della stazione. Ci troveremo tutti lì per caricare i bagagli sul pulmino che ci porterà a Milano, sulle grandi piste dalle quali partono gli aerei della Aer Lingus.
Saremo tutti un po' emozionati e trepidanti. I ragazzi con occhi assonati cercheranno di accucciarsi sul sedile per riprendere qualche sogno interrotto. Qualcuno ci riuscirà anche. Io no.
Dovrò considerare che ho soltanto due ore di tempo per memorizzare bene i nomi, raccogliere i numeri di cellulare, valutare gli elementi da tenere d'occhio, individuare le persone affidabili e cui chiedere collaborazione. Fornire informazioni su Dublino, usi e costumi, suggerendo gli orari dei pasti, dei trasporti e della scuola. Esplicare le modalità di soggiorno in famiglia, comportamenti essenziali di buona convivenza, esortando alla puntualità ai pasti (colazione alle 7 e cena alle 18) e alla puntualità al rientro a casa (non oltre le 21).
Regole base sulla città, ai minori di 18 anni assoltamente verboten entrare in locali pubblici, bar o pub dopo le ore 21. Allo Spire, luogo di ritrovo per tutti gli appuntamenti. Assolutamente sconsigliata la sala giochi di fronte allo Spire perchè frequentata da brutta gente e coltelli volanti. Punti telefonici a bassissimo costo per telefonare in Italia. Mappe illustranti le linee della DART, spiegare come funziona la Dart. Individuare gli autobus giusti per ritrovarsi a scuola puntuali alle ore 8 di ogni mattino.
Spiegare i regolamenti della scuola. Spiegare che le varie classi in cui saremo suddivisi saranno comunque piene di mongoli, da rispettare ed ascoltare. Spiegare che la Mongolia a differenza dell'Italia, manda i giovani in soggiorno di studio per un anno all'estero pagando tutto dall'A alla Z. Sottolineare che se capita un insegnante negro o cinese la disciplina e l'attenzione vanno tenute comunque. Spiegare che la valutazione dei corsi vale esattamente come voto scolastico. Ribadire che alle lezioni si interagisce soltanto in inglese. Assolutamente vietato esprimersi in italiano, (e poi con chi, visto che sarete in una classe di Mongoli?). Invitare a non invidiare i bellissimi apparecchietti elettronici quali traduttori immediati con auricolare, dei mongoli. Invitare a non fregarglieli, "tanto voi non parlate mongolo". Invitare ad approfittare della coesistenza in classe per scoprire qualcosa della Mongolia.
Ricordare che se dovete fare pipì si dice "I like toilet" e non "I must go in toilet".
Bene come inizio non è male... che Dio ce la mandi buona....