mercoledì, 26 aprile 2006

La mamma è tornata.........

I fiori quel mattino erano stati sorpresi da un sole improvviso e accecante.

"Svegliatevi, presto, è ora è ora, ed ora è adesso"

Pigramente una piccola gemma di Bucanville amaranto, sbattè un ciglio e poi un altro, infastidendo una ragnatela che da tanto tempo faceva l'amaca di una pigra mamma ragno.

Sgranchì le braccia e un tenero germoglio verde chiaro si dispiegò alla luce saggiando la temperatura.

"Ma allora è vero, dobbiamo svegliarci, quanto abbiamo dormito...

e che sete, che terra dura, non riesco a sgranchire le radici, porca miseria che fatica, sono tutta rattrappita"..

"a chi lo dici"- rispose il madarino che contava le sue nuove piccole foglioline verdi nuove di zecca,

"non ricordo più l'odore della mia stessa zagara.. e quel tenue profumo di campagna e di erba che tanto mi piace respirare"..

"E le api? chi ha visto le api?"- "son passate veloci, stanno lavorando alla loro casa, rimettono a posto le celle,

per il momento non si soffermano neppure a darci uno sguardo, prese come sono dai lavori di ristrutturazione".

-"Cos'è tutto sto baccano? Chi disturba il mio sonno?- disse il legno secco dell'Ibiscus pigro -"ma non vedete che sono ancora tutto nudo?

E' presto per vestirsi, non agitatevi troppo, ogni anno questa stessa storia.."

La cicas rise disperdendo pungiglioni a destra e manca, le sue spine erano tutte lucide e pronte e risplendevano al sole

di un bel giallo brillante -"è ora pigroni, ero già sveglia da tempo ed ho visto la mamma già nera abbronzata".

-"La mamma?" ripeterono l'ibiscus e la bucanville? Ma c'è la mamma? Ecco perchè sognavo concime e acqua a lavare...

Ecco perchè la terra è tutta smossa nei vasi e c'è buon odore di vitamina.."

"Si, la mamma, ho riconosciuto i suoi guanti,"-rispose altezzosa la Cicas - "e avete come sempre fatto la figura delle pigrone a

non farvi trovare pronte per lei, guarda l'ibiscus, poi... non capisco davvero perchè la mamma lo tenga ancora, è sempre l'ultimo lui...

è sempre gracile e avaro di fiori... vedrete che quest'anno lo sostituirà con una bella pianta grassa, quel pigrone asfittico."

L'ibiscus divenne ancora più curvo e si spremette per la paura, compresse forte le radici e lasciò esplodere in un solo colpo quattro

nuove foglioline - "chi dice che sono pigro? Sono buono e veloce, invece".

I passi sul meraviglioso terrazzo crearono un silenzio incantato. Le piante si immobilizzarono e aprirono bene gli occhi.

La mamma passò con lo spruzzetto in mano, lavò le foglioline nuove, distribuì sali minerali per tutte

e le chiamo per nome ad una ad una.

Poi, con tenerezza si avvicinò all'Ibiscus e sottovoce gli cantò la filastrocca della lumachina

"tira fuori i corni...tira fuori i corni..."

e poi piano piano " tu sei il mio preferito, sai? Per quanto tu sia sempre l'ultimo a farmi vedere le tue foglie, io ti ringrazio

perchè niente e nessuno mi regala fiori così belli come i tuoi. Niente e nessuno fa doni così belli al mio cuore,

i tuoi fiori mi fioriscono dentro, ognuno di essi è così perfetto, così particolare ed unico e così miracoloso, durano un solo giorno è vero,

ma i miracoli in fondo non devono durare tanto proprio per non confondersi con la normalità."- "Quindi fai con comodo, piccolino, prendi

tutto il tempo che ci vuole e crea. Tu sei come l'estate, bisogna saperla aspettare per poterne godere a fondo, bisogna saper attendere

e gustare anche il tempo dell'attesa."

.......Sono qui, amici miei, sono tornata.

 

scritto da palommellarossa | 18:44 | commenti (18) | Torna su


mercoledì, 12 aprile 2006

Questa è la segreteria Blogfonica di Palommellarossa.

Dopo un periodo di duro lavoro,

Dopo uno stress da sovraesposizione al Cavaliere,

Dopo una durissima battaglia elettorale,

Dopo la cattura del Boss dei Boss...

Palommella è partita.

Lasciate un messaggio, al suo rientro verrete sicuramente richiamati.

Ah, dimenticavo AUGURI e buona Primavera.

La vita ricomincia.... EPPERBACCO!!!!

scritto da palommellarossa | 12:22 | commenti (25) | Torna su


venerdì, 07 aprile 2006

Dedicato a qualcuno che vorrebbe ancora cambiarci.


Spiacente, arrenditi. Mollami, lasciami perdere ma non rompermi le scatole con le tue continue richieste di cambiamento e modifica. Il vestito è questo, il colore è questo, la forma e il contenuto è quello che si vede. Il prezzo sul cartellino ha sempre parlato chiaro, non c’erano centesimi né decimali vari. Intero intero era questo quello che ti era stato promesso quando tutto felice hai comprato l’intero Kit Palommella.
Prendere o lasciare, sappiamo vivere e sopravvivere. Abbiamo nel cassetto Kit di sopravvivenza che tu neppure immagini. Sapremo camminare anche domani con le gambe dritte e la mani lungo i fianchi. Sapremo salire gradini e sputare in faccia, come sempre e ancora una volta a tutti quelli che stanno lì sulle panchine a cercarci i pidocchi. Sapremo andare avanti anche con le ragnatele sotto le ascelle e con le scarpe rotte e sapremo sorridere mostrando anche un solo dente, lustro, ma così lustro che tu neppure mai te lo sei sognato.
Continua a contare il via vai delle formiche. Io so accettarti per quello che sei, non ho mai cercato di cambiarti di una virgola. Che cavolo vuoi cambiare adesso e perché? A cosa servirebbe organizzare questa perfetta scenetta di modifica per poi sotto la tavola soffiarmi il naso sul tovagliolo e sfilarmi le scarpe?
Le signore, o le siorette, come le chiamo io, mi hanno sempre fatto inorridire. La placidità mi dà il mal di pancia. La famiglia felice della pubblicità mi fa vomitare. I miei vestiti della festa sono abiti lisi e consunti.
Non ho mai anelato alla perfezione anche perché non ho mai trovato, né cercato il modello perfetto, anzi fondamentalmente non ho mai creduto neppure che esistesse. Fuggendo inorridita in odor di falsità a ogni qualsivoglia volta se ne presentava l’occasione.
Chi ha bisogno di modelli, chi ha necessità di uniformarsi, chi ha bisogno di un quadretto per essere se stesso, non sono io e non mi appartiene. Hai sbagliato cassetto, amico mio, ma sbagliato di grosso. Quindi sai che ti dico? Accenditi la televisione , guardati la pubblicità e fatti un film, mangiati una merendina Mulino bianco e usa i tempo per asciugarti il naso. La sottoscritta esce e cammina nel parco, attendendo l’occasione che il guardiano si volti, per levarsi le scarpe e calpestare l’erba. Poi, credimi… sicuramente TU starai meglio così!

 

scritto da palommellarossa | 08:46 | commenti (14) | Torna su


giovedì, 06 aprile 2006

E' matematicamente dimostrato.

In Italia i Coglioni sono il doppio delle Teste di Cazzo!

scritto da palommellarossa | 10:43 | commenti (6) | Torna su


lunedì, 03 aprile 2006

 Loro, Signora Morte

Come si fa ad emergere da un'anonima vita quotidiana fatta di sissignore, tasche vuote e nessuna gratificazione intellettuale? Come si fa a sentirsi qualcuno anche solo per pochi momenti? Come si fa a buttar via rabbia e frustrazioni per una vita da sfigato?

Qualche birra in più o forse qualche spinello o una tirata di coca e l'ego si espande nel cervello e la violenza si gonfia fino a pretendere di venire fuori.

E se facessimo Dio? E se giocassimo a Signora Morte?

Una corsa a fari spenti sui motorini scassati. Una sosta al cantiere a tirar su i massi e poi, velocemente, ridendo e gasandosi a vicenda, verso il cavalcavia, si proprio quello senza le barre di recinzione.

E nella notte, mentre appaiono i fari dell'auto dritti e immobili a spiare la meta, mentre un uomo ignaro immagina di giungere, di arrivare, di finire la sua giornata, Loro gli finiscono il viaggio e la vita. Loro, Signora morte, hanno deciso, scelto e giocato. Ed hanno vinto.

Loro, signora morte, si son compiaciuti nel guardare la macchina uscire di strada, nell'ascoltare il crash delle lamiere sul gard reil. Loro, Signora morte, con un sorriso stampato e occhi da lupo, seguono le scintille e per un piccolo brave istante si sentono finalmente invasi da un senso di onnipotenza che per tutta la loro sfigata vita non hanno mai provato.

Poi, velocemente salgono sul motorino, mettono il casco, allacciano il giubotto e tornano a casa. Dormono cullati da un bagliore di fuoco e dal contorcersi delle lamiere.

Signora morte torna domani.

Per il momento riposa indifferente.

scritto da palommellarossa | 11:36 | commenti (17) | Torna su