lunedì, 29 maggio 2006

 

 

 

 

 

Anna Sappho Polychronopoulou, Mara Vivas, Martina Morasso, Natalie Kara Britchford, Francesca Penigue

Sto sempre pensando di chiudere,

questo libro aperto va chiuso prima o poi

come un amore strascicato e frusto,

come un accendino senza gas,

come una farfalla senza ali

come un canguro senza coda

come una vita senza sole

come una malattia sconfitta da un'immediata guarigione

come un catamarano senza vela

come ...come.....

ma come vivrò senza di voi?????

scritto da palommellarossa | 11:49 | commenti (20) | Torna su


lunedì, 22 maggio 2006

si sto pensando di chiudere.

Però io ho sempre pensato che quando uno chiude

non deve dire che sta pensando di chiudere.

Quando uno chiude, chiude e basta.

Se ne va e sbatte la porta

lascia solo l'aria della sbattitura dentro,

mentre lui sta già fuori.

Allora.... io che ho Detto che penso di chiudere

stavolta ho fatto una cosa diversa

da ciò che ho sempre fatto in realtà...

Ma EUREKA...

la chiusura rende RIVOLUZIONARI.....

 

P.S. vedete perchè è meglio chiudere???

scritto da palommellarossa | 12:30 | commenti (29) | Torna su


venerdì, 19 maggio 2006

 

Sentirsi come una prugna secca a primavera..............

mi perdonerete?

si???

no???

In ogni caso è così....

e non c'è alcun motivo.

E' così e basta...quindi.

scritto da palommellarossa | 18:22 | commenti (13) | Torna su


mercoledì, 10 maggio 2006

SI, SONO ANCORA QUI

 

lanotte.jpg

 

 

Si, recitava il testo di una bella canzone di Paoli di non so più quale secolo passato, sono ancora qui con le mie domande.. cosa farò da grande...

ed io grande lo sono diventata a forza e a calci nel culo e non per questo so cosa farò da ancora più grande e ancora mi pongo le solite domande.

Se c'è una cosa che ho compreso è che la mamma delle domande è sempre incinta e non c'è momento della vita in cui finisci di fartele o di creartene delle nuove. Ogni tanto ti sembra di aver raggiunto il clow della domanda esistenziale e vitale, ma non appena credi di possedere l'adeguata risposta o, in molti casi, il rimaneggiamento razionale che passi come risposta, ecco.. si presenta un nuovo quiz vita da risolvere.

Leggendomi bene, le mie domande sono tutte relative a passi compiuti nel passato:

storte di caviglia con dolore lancinante irreversibile,

salti di quaglia con ali avvizzite,

tuffi in sconfinate piscine vuote e via dicendo.

E tutte le volte, si, dico davvero tutte, non è che io non sapessi cosa stavo facendo o mi fidassi ciecamente degli altri, era in me che confidavo, nella mia forza.

Si, ho peccato di presunzione, pecco ancora di presunzione, è vero. Ma ho sempre creduto di avere in me la forza, la capacità di rialzarmi anche dopo scontri col carrarmato.

Forse è per questo che mi si sente sempre giovane. Io ho un gran numero di gente che pensa che io sia una ragazzina, quasi un'adolescente. Bontà Loro, vorrei dire, ma in me di ragazza è rimasto solo questo animo ribelle e la voglia di infrangere tutti i vieti e i divieti. Ho sempre pagato in prima persona e credo che pagherò fino all'ultimo, ma che volete che vi dica.. forse se le cose non hanno costi alti, davvero alti, anzi i più alti, non vale la pena di cimentarmi, oppure mi cimento ma non mi diverto. E' il costo alto che da valore alle cose, il mio personale costo, in termini di evoluzione, cambiamento adattamento.....

Si, lo so cosa state pensando con tutti sti discorsi sui pagamenti

...lo so....... mi state mandando a ..puttane....

scritto da palommellarossa | 12:56 | commenti (30) | Torna su


domenica, 07 maggio 2006

PER UNA VOLTA

E' difficile uscire dai propri personali stereotipi. E' difficile riconoscerli, mettergli le scarpe e farli andare via. E' difficile cancellarli completamente e non farli più tornare, soprattutto quando si tratta di stereotipi costruiti negli anni.

Quel gradasso di mio fratello, quello con le macchinone sempre nuove di zecca e sempre enormi, quello che gongola quando parla delle sue cose, quello che cerca di tirare sempre fuori dal cappello il ricordo più scomodo e più spiacevole, quello che non ti vede nemmeno ma ha sempre una SUA visione distrorta delle TUE cose, quello che ha cambiato la sua vita a 180 gradi per ripredisporre le stesse modalità che aveva prima, è venuto a trovarmi.

Io ho lavorato su di me. Ho usato questa visita per mettermi alla prova e per cercare, almeno per una volta di non vederlo con i miei vecchi occhi, di ascoltarlo realmente e di guardarlo come se lo vedessi per la prima volta.

Il risultato è stato che non cadendo nelle sue provocazioni, non lasciandomi scalfire dalle sue parvenze di verità, non lasciando che mi tangessero i suoi comportamenenti alquanto maschilisti e old style, cioè, modificando IO, completamente, la MIA visione di lui e rendendola linda, pulita e trasparente, ha dovuto alle strette,  cambiare registro.

E' stata una piccola vittoria, una rivoluzione, un giro del mondo in 48 ore. Ma la vittoria non è stata un vincere su di lui, ma un vincere con me stessa e questo la rende impagabile e preziosa.

Sono io, oggi, che mi complimento con me  per la strada compiuta, per i cambiamenti riusciti, per aver compreso e sviluppato questo senso. Sono io che ho camminato tanto cercando di non sentire dolore quando i miei piedi poggiavano su pietre aguzze o vetri infranti. Sono io che ho ottenuto la mia vittoria raggiungendo il mio obiettivo. Per anni e anni non avevo fatto altro che quello che lui voleva, cioè rappresentare il grande muro dove lui andava a sbattere le sue provocazioni. Un cuscino che assorbiva il colpo e respingeva al mittente risposte della stessa forza-valenza. Bene, stavolta il cuscino non c'era più e neppure il muro.

Impossibile stavolta, replicare la dinamica. Caduti gli angoli e crollate le traiettorie, ci siamo misurati per quello che realmente siamo, senza dimostrazioni di pseudoforza o di potere economico. Ci siamo misurati per la realtà che ci circonda e per la diversità che ci ha sempre contraddistinto. Per una volta ci siamo guardati, ci siamo visti e non ci siamo semplicemente mostrati. Per una volta siamo riusciti a volerci bene e ad essere un NOI e non due  contendenti pronti a sbranarsi, ma un fratello e una sorella che si vogliono "volere bene".

scritto da palommellarossa | 11:15 | commenti (17) | Torna su


mercoledì, 03 maggio 2006

é primavera, quanti sono alle prese con le

 DIETE DI STAGIONE????

 

scritto da palommellarossa | 13:05 | commenti (13) | Torna su


martedì, 02 maggio 2006

No, io non credo che tornino.

 

No, io non credo che tornino

a tirarci i piedi o a darci ancora l'ultima carezza.

Io non credo in un aldilà che presta attenzione alle piccole nostre beghe di mortali.

Non credo al loro disappunto per nostre eventuali azioni che non avrebbero approvato

e non credo al compiacimento per l'esecuzione dei loro voleri.

Credo che una volta inghiottiti nella spirale azzurra,

una volta oltrepassato il tunnel bianco del non ritorno,

tutte le memorie vengano annullate e cancellate.

Resterà solo un fascio di energia, chiara, nuova pulita

da reinvestire in nuova elettricità che potrebbe divenire un nuovo essere, un nuovo uomo o donna che sia.

No, non ci sono fardelli, ricordi o affetti.

Non ci sono ricordi e memorie da ricompattare.

Piuttosto un fascio nuovo di fili elettrici invisibili che continua a illuminare,

che continua a far luce, perchè si sa,

con l'energia tutto si crea e nulla si distrugge.

 

 

scritto da palommellarossa | 11:18 | commenti (17) | Torna su