lunedì, 28 agosto 2006

quella sciamannata non voleva davvero saperne.

Non aveva alcun senso per lei, infilarsi dentro le scarpe, tirar su la cerniera lampo della gonna ed indossare la giacca.

No, quella scriteriata non voleva sentir nulla che facesse rima con l'odiata parola routine o quotidianità.

Continuava a camminare a piedi nudi sulla sabbia fina fina di Parrino osservando scogli e riflessi d'acqua.

Incapricciata com'era dell'odore del mare e dello iodio che di frantumava dritto dritto dentro al suo cervello, regalandole un senso di estasi e benessere.

I gabbiani, la conoscevano ormai. Faceva quasi parte del panorama, come le verdure e il pinzimonio, come il giorno e la notte, come le cozze e il guscio... ecco, lei e il suo mare.

Ore ed ore guardandolo muoversi con ritmi e luci differenti. Mai una volta che lo avesse visto uguale ad un'altra, mai noioso, mai ripetitivo, mai lo stesso. Persino il suono, certi giorni pareva cambiasse. Si, quel respiro calmo e leggero poteva diventare sibilo o urlo, a seconda di qual vento lo cavalcasse.

E i pesci, quei nuovi pesci tropicali che con tanta facilità avevano schiacciato i vecchi abitanti... ecco lei li osservava incantata inventando nomi per loro. Si, non c'era più la viriola colorata. l'austera monacella o il pesce scoglio camuffato da pietra, no, non c'erano più... al loro posto nuovi di zecca giravano con divise coloratissime i pesci pappagallo dal becco spaccalenze e nuovi piccolissimi pesci volanti che lo sguardo non riusciva a fermare.

E i gabbiani increduli giravano, giravano e tornavano a galla a becco vuoto. Gli albatros più grandi e furbi avevano fatto le valigie e da un giorno all'altro erano spariti. Erano rimasti i piccoli gabbiani, meno chiassosi e meno appariscenti.

e mentre le giornate correvano contemplando pesci e sassi, gabbiani e nuove cucciolate di gatti, i fiori sul terrazzo incantato fiorivano e sfiorivano in un solo giorno e velocissimi crollavano sfiniti dal gran caldo a terra, dove la scopa pietosa li raccoglieva al mattino. Che gioia fugace..... che miracolo veloce, che grande invenzione e che tempismo....

Come l'amore, come la vita.... tutto comincia e finisce , cambia esclusivamente la velocità....

mi chiedo spesso cosa sia il tempo per un Ibiscus....

Sono tornata... insomma!!

scritto da palommellarossa | 18:09 | commenti (26) | Torna su