venerdì, 27 ottobre 2006

solitudine

Finiti i giorni

in cui il foglio bianco

era la carta assorbente

delle sbavature del pensiero.

Finiti i giorni

in cui le parole a grappoli

scendevano fluidamente

sulle pagine bianche

illustrando emozioni e sentimenti.

Forse finiti i giorni

delle condivisioni di fotografie

di stati d'animo.

Chiusa a riccio, tra le mie braccia,

oggi, mi scopro avara.

Di pensieri, parole ed opere.

Avara, come non lo sono mai stata.

Avara e gelosa di me stessa

e di quel cactus pungente

che mi porto nell'anima.

scritto da palommellarossa | 15:22 | commenti (16) | Torna su


venerdì, 20 ottobre 2006

Mancavo da un anno a quei sampietrini disconnessi, a quelle lastre di porfido che si intrecciano sotto i portici, scalfite da migliaia di fori per impedire al ghiaccio di formare una lastra omogenea.
Mancavo da un anno dall'aria ordinata e pulita delle fioriere esposte ai balconi, traboccanti di foglioline e gerani, rossi come i bottoni sulle giubbe degli schutzen.
In piazza Walter, una singolare torre di zucche, rammentava a tutti che Halloween è una festa importata.
La Cattedrale, era sempre li, dove l'avevo lasciata, col tetto verde a scaglie, a ricordarti con la sua elevazione ascensionale che , il Grande dei Grandi fratelli è lassù che ti guarda e ti osserva, ma come sempre non muoverà un dito, neppure per aiutarti a sfilare quell'impertinente di tacco a spillo infilato in una fenditura.
Camminavamo sotto i portici, sentendoci protetti, osservando distrattamente le vetrine. Ascoltavamo le voci di mandrie di studenti che in un meltingpot di tedesco e italiano, schiamazzavano scompigliando la quiete della notte.
La BozenHouse ci accoglieva calda e distratta, non prestandoci molta attenzione, mentre prendevamo posto al tavolino di legno sotto i bottiglioni di grappa 2004, quasi interamente svuotati.
La birra era chiara e densa, faceva gli anelli, per festeggiare un bravo spillatore. Il piatto era pieno di delicatessen e la salsa di rafano mi faceva starnutire.
Nell'angolo una giovane coppia tesseva una premessa.
Io cercavo i tuoi occhi, erano azzurri, mi pare... Si, lo sono sempre. Lo avevo dimenticato. Avevo scordato quanto e come sapevano guardarmi.
Sentivo il sapore del tuo silenzio, sentivo il gusto dell'essere insieme da sempre. Sentivo i tuoi pensieri che camminavano con le scarpe pesanti e ogni tanto inciampavano su di me. Nessuna parola. Nessun gesto.
Io e te.
Come sempre, come il piatto e la forchetta. Come la pace e il silenzio. Come la terra e la semina.
Come la nuvola e la montagna.
Io e te.......

Domani cerco un aereo per Parigi.

scritto da palommellarossa | 10:58 | commenti (25) | Torna su


mercoledì, 11 ottobre 2006

 

La mia tastiera disgraziata da' i numeri. Non ne vuole piu' sapere di me, di queste piccole dita che corrono corrono appresso alle idee, cercando di acchiapparle per portarle sul foglio.

Non so cosa le e' successo ma anche lei, come tutto il resto di me stessa, sfugge alle riflessioni e si veste delle coperte multicolori delle cose da fare... priorita'... abbiamo altre priorita...

E non dimentico quando questa finestra blog era tutto il mio mondo, quando lo schermo era la mia cornice, quando, ammalata di invasione degli ultracorpi, avevo assoluto bisogno di vomitare in queste pagine tutti gli acidi che mi giravano in corpo e soprattutto in mente.

No, non dimentico la mia blog terapia e non dimentico gli amici, gli affetti e le vicinanze.

Lo so, a volte sembro distante, lontana, distaccata... e' vero. Ma poi, bastano pochi momenti di ricongiungimento ed io di nuovo, ancora mi perdo. Dentro le vostre storie, nei vostri commenti, nei vostri saluti.. arrivano carezze, baci e strette di mano. Mi riconnetto con la me stessa che sono, con quella me stessa che sono stata , e infine con voi . Ritrovo la mia verve che pensavo sparita, presa a rincorrere le giornate coi mille fare, mi fermo, vi ascolto e respiro.

Si, respiro.. perche' io lo so che questa è l'aria mia.......

scritto da palommellarossa | 20:35 | commenti (28) | Torna su


martedì, 03 ottobre 2006

Bellissime piume azzurre hai scelto per arricchire il tuo spazio libero.

Quello che adoperi come specchio per allodole che ti si sdraiano sul foglio.

Neppure per un secondo ti sfiora il pensiero che qualcuno possa interagire con te solo per curiosità o fame di conoscenza.

Tutto dovrebbe essere soltanto un veloce slancio che partorito dalla lettura direttamente ti si pianta li....tra le cosce.

Ecco in quelle parole lente, in quelle immagini di abbandoni, di amori incompiuti, di silenzi sospirati, dovrebbe esserci un talamo pronto ad accoglierci.

E noi, noi, povere pollastre, tutte a correre a prostrarci ai tuoi piedi e a bere alla tua fonte.

Si..... siamo noi

con bellissimi sospiri osserviamo con occhi sognanti le meravigliose intimità, mai esplicite, mai mostrate, ma soltanto leggermente accarezzate dalla tua penna. Ci immedesimiamo nei tuoi scritti fino a divenirne protagoniste e regine.

Sciami di donne con foto provocanti, fiori e cuoricini spezzati, applaudono ad ogni tua virgola e ti chiamano amicos.

Che bello....

Forse Narciso hai sbagliato mestiere... o  molto più semplicemente indirizzo.

Il tuo gioco è nudo dentro allo specchio e l'allodola non corre al richiamo. All'aurora un sole di Picche ha donato una nuvola nera. Guardala bene, misurala...probabilmente è la sola cosa vera che esiste qui dentro.

scritto da palommellarossa | 21:51 | commenti (18) | Torna su