domenica, 17 dicembre 2006

Se tu fossi nato qui

al riverbero di questo mare turchino

che lo scirocco perennemente increspa

con infaticabile respiro

forse capiresti questa nostra

mania di vivere sul bagnasciuga

tra l'azione l'incuria

e la forte propensione allo sbadiglio.

Altrove dove la tramontana

sferza il viso ai passanti

e le brume diffondono

provvidenziali grigiori

si va di fretta per procacciare

colori alla giornata

ma qui nell'abbaglio del sole

l'unica tentazione è nel dormire

come gatti al calore

gli artigli sono solo per l'incauto

che osi disturbare il sonno.

(Giorgia Stecher - Non la terra -ed. Il vertice - PA)

 

La mia bellissima e saggia mamma, ha lasciato tanti libri sotto al mio cuscino. Se n'è andata in una primavera socchiudendo pian piano l'uscio. Se n'è andata in silenzio, sola col suo rantolo. Sapeva di poterlo fare perchè per lei, per sempre, parleranno le sue pagine e i suoi libri.

E' lì che la vado a cercare quando ho voglia e bisogno di una sua carezza.

Il bello è che la ritrovo sempre e la sua piccola mano, ancora una volta, compie il miracolo, esce dal nulla e mi accarezza l'anima.

 

scritto da palommellarossa | 12:06 | commenti (49) | Torna su


martedì, 12 dicembre 2006

Spiacente, arrenditi. Mollami, lasciami perdere ma non rompermi le scatole con le tue continue richieste di cambiamento e modifica. Il vestito è questo, il colore è questo, la forma e il contenuto è quello che si vede. Il prezzo sul cartellino ha sempre parlato chiaro, non c’erano centesimi né decimali vari. Intero intero era questo quello che ti era stato promesso quando tutto felice hai comprato l’intero Kit Palommella.
Prendere o lasciare, sappiamo vivere e sopravvivere. Abbiamo nel cassetto Kit di sopravvivenza che tu neppure immagini. Sapremo camminare anche domani con le gambe dritte e la mani lungo i fianchi. Sapremo salire gradini e sputare in faccia, come sempre e ancora una volta a tutti quelli che stanno lì sulle panchine a cercarci i pidocchi. Sapremo andare avanti anche con le ragnatele sotto le ascelle e con le scarpe rotte e sapremo sorridere mostrando anche un solo dente, lustro, ma così lustro che tu neppure mai te lo sei sognato.
Continua a contare il via vai delle formiche. Io so accettarti per quello che sei, non ho mai cercato di cambiarti di una virgola. Che cavolo vuoi cambiare adesso e perché? A cosa servirebbe organizzare questa perfetta scenetta di modifica per poi sotto la tavola soffiarmi il naso sul tovagliolo e sfilarmi le scarpe?
Le signore, o le siorette, come le chiamo io, mi hanno sempre fatto inorridire. La placidità mi dà il mal di pancia. La famiglia felice della pubblicità mi fa vomitare. I miei vestiti della festa sono abiti lisi e consunti.
Non ho mai anelato alla perfezione anche perché non ho mai trovato, né cercato il modello perfetto, anzi fondamentalmente non ho mai creduto neppure che esistesse. Fuggendo inorridita in odor di falsità a ogni qualsivoglia volta se ne presentava l’occasione.
Chi ha bisogno di modelli, chi ha necessità di uniformarsi, chi ha bisogno di un quadretto per essere se stesso, non sono io e non mi appartiene. Hai sbagliato cassetto, amico mio, ma sbagliato di grosso. Quindi sai che ti dico? Accenditi la televisione , guardati la pubblicità e fatti un film, mangiati una merendina Mulino bianco e usa i tempo per asciugarti il naso. La sottoscritta esce e cammina nel parco, attendendo l’occasione che il guardiano si volti, per levarsi le scarpe e calpestare l’erba.
 Poi, credimi… sicuramente TU starai meglio così!

 

 

scritto da palommellarossa | 20:43 | commenti (16) | Torna su


domenica, 10 dicembre 2006









Ma prenditi la casa, i mobili, la roba.


Prenditi la macchina, i cani e gli elettrodomestici.


Prenditi il tempo e anche i tuoi pensieri.

Prenditi le illusioni, le lusinghe e quei pochi sensi di realtà che ancora sono rimasti.


Prenditi la noia, quella fitta e assoluta e le tue laconiche parole, si anche quelle.


Quelle che non mi raggiungono, quelle che non mi tangono, quelle che non ascolto.


Prenditi tutto ciò che ti è possibile portar via.


Sai che paura?


Non c’è più nulla che possa spaventarmi ancora.

Neppure la fame nera, neppure questo inverno pesante e leggero nello stesso tempo.


Neppure la mia anima, scura e maledetta.

Figurati le tue minacce e i tuoi rimbotti

Ormai non servono neppure a eliminare i miei peli superflui

scritto da palommellarossa | 12:16 | commenti (5) | Torna su


domenica, 03 dicembre 2006

Questo amore è incorregibile.

E' diventato oramai solo un appendiabiti a cui stringere un pensiero.

Non c'è più nulla di fresco e nuovo. Solo abiti sdruciti a cui attaccare le tarme.

Ma non mi spiego perchè queste tarme non ti divorino.

Non ti mangino vivo... forse avrei dovuto affidarmi ai tarli.

Pagarli perchè compissero il lavoretto.

ma poi, mi dico..

e se ti avessi costruito d'acciaio?

Quale solvente potrebbe mai disperderti

annullarti cancellarti...

Penso sia la mia noia che ti costruisce

ti crea mani, piedi, sesso e parole

che tu, povero tu

non sai neppure di aver lasciato

a casa mia.

BASTARDO!!!

scritto da palommellarossa | 19:47 | commenti (19) | Torna su