certi amori
arrivano come le tempeste di vento. Ti sradicano da te stessa e ti portano via. Hanno il colore della follia e la passione del tango. Hanno colonne sonore di sottofondo ed angeli e diavoli che passeggiano sul letto. Certi amori sono le ultime scommesse, e la posta sei tu con l'ingombrante bagaglio di una vita precedente, compresi famiglie e figli sparsi. Vuoi giocarli e raccogli le forze per farlo... ma la partita è persa e tu lo sai dalla prima mano in cui butti le carte. Certi amori non ti scaldano il cuore, partono dallo stomaco e ti inquinano il sangue. Nascono per volere di un Dio minore che non ti sosterrà e non vigilerà su di te, nessuna cautela e nessuna attenzione.
Certi amori ti lasciano infranta, su un'autostrada veloce a due sole corsie. Ti abbandonano all'alba come si fa con un cane trovato sotto casa e mai desiderato o voluto. E cosa importa se quella era tutta la tua vita e rappresentava il cassetto dove avevi nascosto i tuoi desideri? Cosa importa se adesso tra le dita hai solo tanta impotenza e tra le gambe un unico semplice desiderio che ancora piange vecchie immagini?
Certi amori, sono paracadute che non si aprono, sono fiori a cui sbocciano solo le foglie, sono desideri profondi di realizzare visioni di te.
Certi amori sono sbagliati, nascono sotto una cattiva stella. O forse la stella era buona ma il cielo era avverso.
Altri amori, invece, si costruiscono dal basso. Crescono come le piante e si nutrono della luce laboriosa del giorno. Si chiamano sacrificio, lealtà, sicurezza e poco hanno a che rimare con passione . Ma quando arriva l'inverno, sanno coprirti come una calda e vecchia coperta di lana, ti proteggono dal freddo di te stessa e ti tutelano dalle tue tempeste. Sono porti sicuri, nidi caldi e accoglienti dove non volano aquile voraci a mangiarti il cuore. Certi amori hanno la A maiuscola e si coniugano con esigenze della vita e si legano con mille tralci alle piante che cresceranno intorno a te.
Credo che avremmo bisogno di tutti e due.
Io ci ho provato ad integrarli, ma è impossibile.
Non funziona o forse semplicemente non mi è capitato.
Non resta altro da fare che cancellarne uno e insieme a lui cancellare tante parti di me.
Il sangue brucia, la carne urla, ma è tardi, troppo tardi e soprattutto nessuno, assolutamente nessuno intorno a te comprende che stai dicendo addio al tuo ultimo amore e che con lui stai dicendo addio a intere porzioni di te.

finalmente vediamo la luce di questo lungo tunnel lavorativo.
Finalmente respiriamo aria che sa d'inverno. Dalle innevate montagne di Trento scendono aria gelida e raffiche di vento. Si, scendono a valle portando odore di neve.
Ma chi se ne frega? Il mio cuore è in vacanza.
Come le mosche, come le precoci zanzare, ha assaggiato odore di primavera e non vuole cancellarlo.
Il pensiero di abbandonare le calze mi ha sfiorato soltanto qualche giorno fa, e le giacche erano già riposte nella naftalina... e adesso??' Alè...tutto fuori!!
Mi vien da pensare all'amore.
Quando è stato l'ultimo amore??
Ecco, avevo pensato, anzi ero convinta, di averlo cellofanato, rinchiuso, bandito, escluso... ed ecco, una folata di vento, una nevicata a bassa quota e me lo ritrovo a girovagare ancora nelle volute cerebrali.
No, non è più l'amore di prima, no, non è la stessa droga pesante, la stessa assuefazione di sangue, no.... è solo la neve a primavera, quella che appena vien fuori il sole non vede l'ora di squagliarsela alla grande.
Notate bene, ho scritto l'ultimo amore....
ma non è ultimo in senso temporale, è ultimo e basta. "Il solo e l'ultimo oramai" recita una bella canzone di Mina. Sbaglia chi legge rimpianto o tristezza, è un suo problema. Io, oramai dico questa cosa con un senso di grande liberazione. Come dicessi "ho chiuso con le scommesse clandestine, ho chiuso con la droga, ho chiuso con le dipendenze."
E quando qualche insano pensiero viene a bussare alla mia porta, è l'inverno che torna, è la neve che riscende, è il vento gelido che ancora mi sferza.... ma cosa importa ora mai??? Guardo il calendario e mi rendo conto che è già primavera.

volevo farvi un augurio donne,
a voi che sostenete il mondo, a voi che sapete creare e disfare, donarvi interamente e curare atroci ferite d'anima.
Volevo farvi un augurio, donne,
a quelle ferite e a quelle spensierate. A quelle dolci ed acquechete e a quelle aggressive e pedanti, alle politiche e alle qualunquiste.
Volevo farvi un augurio che gira intorno a un pensiero
NON PERMETTETE CHE NESSUNO DIMENTICHI LA VOSTRA FESTA
perchè minimizzando questa, minimizzerà anche tutti quei faticosi passi che ci hanno portato fino a qui,
e Dio sa, se c'è ancora tanto cammino da fare. Da fare per essere donne, non scopiazzamenti di modelli maschili, non compiacenti geishe da letto, ma ANIME che portano in nuce i valori femminili.
L'amore, la comprensione, l'empatia
l'intelligenza, l'acume, la sensibilità..
Auguri Donne..... questa parola che riempie la bocca ed ha un sapore antico ma un gusto sempre nuovo e imprevedibile...
Auguri di cuore perchè sappiate godere la vostra donnità e collocarla negli ambiti sociali con la consapevolezza che c'è n'è davvero tanto bisogno.
