"-Presto corri, vieni, metti la giacca usciamo. Andiamo a scegliere i piatti della lista di nozze. Il tuo è un matrimonio impellente, veloce, non troppo razionalizzato, istintivo, direi.... il quadro di tutta la tua vita, sicuramente.... eh eh -"
Con queste parole, mia madre mi svegliava una lontana mattina di maggio per ricordarmi gli impegni impellenti, gli ultimi accorgimenti di un matrimonio veloce, organizzato in 15 giorni.
Il matrimonio di una donna, io, che fin dalla più tenera età, si era sentita dire..." Tu non ti sposerai, non sei cosa". parole che volavano per le stanze, emesse dalla bocca profetica di mia nonna, parole che colpivano gli assensi delle zie, che come cornacchie ripatevano, "si non è cosa, sì, non è cosa". e con questo viatico, mi sono sposata in fretta e furia, senza crederci neppure per un attimo al matrimonio e senza neppure pensarci tanto.
Il negozio era pieno di cose preziose, giravamo tra i Rosenthal e i Pilaff, osservando assenti le posate d'argento con inquietanti bagliori. Inquietanti, sì, perchè dovrei dire ridenti o splendenti? Inquietanti, erano per me quei bagliori, mi sentivo incapace di mantenerli, di tenerli sempre lucidi, quegli ottoni ed argenti. Sapevo già che lo splendore dell'argenteria non dura sempre e che per mantenere lucide le posate avrei dovuto regalare loro, parte della mia vita... e in questo settore, la mia avarizia è proverbiale. Ma quella mattina l'illusione era troppo spessa, come la nebbia in Veneto in alcune curve di strada, dove ama riposare sedendo sulle striscie di terra accanto ai marciapiedi.
Così comprammo i piatti e le posate e bellissimi cucchiaini d'argento cesellati con piccole rose. Comprammo bicchieri a calice e a tulipano e insalatiere giganti per ospiti inesistenti. Comprammo tutto senza molta convinzione e senza neppure ascoltare le indicazioni specifiche del venditore.
Dove sono quei piatti oggi?
I piatti fondi di sono sbeccati, giorno dopo giorno sulla tavola dei silenzi.
I piatti piani sfrondati dai ricami hanno mantenuto i problemi e le incombenze.
I piatti da frutta sono stati tirati come freesby, seguendo il rilancio nella parete, espediente utilissimo per nascondere gli urli e gli strilli della casa.
I piatti da portata, ci son cascati dalle mani, mentre assentivamo all'insostenibile saggezza delle suocere e dei cognati, diffusi a piene mani durante i pranzi natalizi e di Pasqua.
Le tazzine da caffè sono state sbeccate pezzo, pezzo, credo per erroneo uso di labbra screpolate lungo i bordi.
Le formaggiere rimangono intatte, nella loro incredulità, di aver resistito al martirio. Le pepiere pure, si son sentite non consumate, non curate e non utilizzate, nulla di insolito in un matrimonio senza pepe. La zuccheriera si è spaccata nei primi giorni sul pavimento della realtà quotidiana. Restano i cucchiaini, quelli con le rose. Li abbiamo sapientemente mantenuti. Piegandoli a cerchio, ad uno ad uno, appiattendo la testa da cucchiaio, con un martello felpato, ne abbiamo fatto dei braccialini da regalare agli amici più cari.
Ne rimane uno che porto ogni tanto, nei giorni in cui mi sento tanto sicura, sorridendo, mentre lo indosso, ripeto dentro la testa le parole "Non sei cosa, tu non sei cosa".

1. Palommella nel vecchio studio del bloggologo:
Palommellarossa (08-04-04 alle 16:04):
Buongiorno dottore, ho bisogno di un consulto. nel mio blog c'è fresco fresco un lavoretto per lei. l'interpretazione di un sogno. Molti amici mi hanno dato una mano e poi, disperati, mi hanno indirizzato da lei, può farmi un consulto? la ringrazio in anticipo... pagherò a fine mese, grazie e buongiorno
2. Dal blog di Palommellarossa:
"Aiutatemi a leggere"
"Ero in una casa composta di due stanze, arredata con mobili vecchi.
Esattamente mi trovavo nella camera da letto.
Nella stanza accanto c’era mia sorella che scartabellava e spostava oggetti.
Comprendevo improvvisamente di essere nella casa di un uomo che ho amato e con cui ho convissuto. Una casa in cui avevo abitato, quindi, ma i mobili, ora, erano diversi e in stile primo novecento.
Non so per quale strano motivo mi chinavo a guardare sotto il letto e in quella un orrendo scarafaggio con le ali mi saltava in viso (io ho orrore degli scarafaggi con le ali).
Lo mandavo via con un gesto della mano e mentre compivo quest’operazione, alzando gli occhi, vedevo aprirsi la porta d’entrata e venire avanti quell’uomo con un sorriso dipinto in faccia."
Che vuol dire secondo voi?
3. Risposta del Bloggologo:
"Che emozione, tocca noi!!"
"Sì!!!! Dio mio, sono emozionatissima."
"Su, non fare così, vedrai...andrà tutto bene."
"Lo spero, ho una paura terribile di rovinare tutto."
"Stai tranquilla...semmai, per essere sicure, ricontrolliamo tutto, va bene?"
"Certo. Allora io scartabello le carte."
"...e gli oggetti. Mi raccomando, rispetta il copione, pure gli oggetti."
"Ah..sì, gli oggetti! Vedi? Sono nel panico totale!!!! Aiutoooo"
"mmmm...non capisco come siamo sorelle, io e te! Resta calma, rifletti e tutto andrà bene!"
"D'accordo, d'accordo, non arrabbiarti..."
"Non sono arrabbiata, ma questo sogno è speciale, altrimenti non ci avrebbero dato tutta questa sceneggiatura. Dobbiamo impegnarci!"
"Sarà. A me sembra un sogno come tutti gli altri, anche se per me è la prima volta che verrò pubb...ops...non devo dirlo? Perchè mi guardi così?"
"Non devi dire o fare più di quello che ti è stato comandato di fare! Ancora un lapsus e siamo nei guai. E ora basta chiacchiere, mettiamoci al lavoro!"
"Va bene. Allora: io vado di là a scartabellare carte."
"..."
"E oggetti! Sì, vado a scartabellare carte e oggetti."
"Bene"
"E tu che fai?"
"Io prima mi assicuro che questi mobili siano effettivamente quelli che abbiamo ordinati, altrimenti cominciamo male. Poi faccio la mia entrata e tiro fuori il ricordo."
"Il ricordo di lui?"
"Esatto, ma sarà solo la descrizione, ad ogni modo qui c'è scritto di scompattare il ricordo xptr304440 ed ho controllato, è proprio quello lì."
"Bene. Dunque tu ricorderai lui e scompatterai parte della convivenza?"
"No, solo un accenno."
"Ma io devo continuare a scartabellare?"
"Nel copione non c'è scritto niente."
"E allora che faccio?"
"Mah...qualsiasi cosa purchè non interferisca con la scena principale. Mi raccomando, non rovinare il sogno!"
"Stai tranquilla, mi fermo sulla porta della camera a guardare."
"Noooooo. Dalla porta deve entrare lui, alla fine del sogno! Testona, non ce la faremo, non ce la faremo (scuote la testa...)"
"Suuuu, che scherzavo. Resto qui seduta a strapparti tutte le carte (strizza l'occhio)"
"E io che perdo tempo con te!"
"..."
"Oh..poi c'è da sistemare la scena scarafaggio."
"Già, a proposito, dov'è?"
"Ho telefonato poco fa, lo stanno ancora testando, non è facile far saltare sul viso uno scarafaggio col morphing mentale. Non esistono scarafaggi che saltano sul viso, useranno il simulatore."
"Il simulatore?"
"Certo, si usa quando si vuole fare reagire una parte profonda, corporea, del sognatore. Mi pare di aver letto che questa volta caricheranno il modulo 'minaccia', almeno credo."
"Il modulo minaccia?"
"Sì, io mi dovrò avvicinare con curiosità e senso si stranezza, volendo scoprire ciò che si nasconde sotto il letto."
"Ma perchè sotto il letto?"
"Non so, è in codice criptato, quella pagina del copione."
"Ah, quante cose che sai...continua!"
"Ma ciò che alletta la mia curiosità si trasformerà in orrore, che faremo provare al corpo della sognatrice attraverso il modulo 'minaccia'. Quindi lo scarafaggio salterà sul viso e la protagonista potrà finalmente difendersi."
"Tutto questo set onirico per questo?"
"Sì, è il clou del sogno, la manata all'insetto."
"Davvero?"
"Sì!! Oh, ma sei sorda?"
"Non sono sorda. Ma non capisco."
"Noi siamo figure di sogni, dobbiamo solo ubbidire al regista. Se ci stiamo chiedendo delle cose è soltanto perchè, da qualche parte, un altro regista ci sta facendo giocare il ruolo di indagatrici..e..."
"Basta, per favore, non ci capisco più niente....ma dicevi, scacciare l'insetto è il punto centrale del sogno?"
"Sì, per quel che ne so non si poteva tirare fuori questo file fino a poco tempo fa. Il sogno si sarebbe trasformato in incubo e la sognatrice si sarebbe svegliata con un corto circuito mentale. Ora, finalmente, è in grado di costruire un ponte."
"Un ponte?"
"Sì, lei riuscirà a scacciare l'insetto, a difendersi e finalmente toglierà parte del mistero che talvolta le scuote l'anima. Finalmente lo vedrà."
"Vedrà lui, se non sbaglio."
"Sì, lo vedrà sulla porta."
"E cosa vuol dire?"
"Anche questo non possiamo saperlo io e te. E' criptato. Solo chi ha l'accesso a quel file può saperlo. Ma ti posso assicurare che, con questo sogno, alla fine ci sarà un ponte con la figura di quell'uomo. Dunque quella paura da intrattabile potrà finalmente essere seguita e trasformata in qualcosa di comprensibile, fino alla soluzione..."
"E quando succederà?"
"E chi può dirlo? domani, tra un mese, due anni o mai."
"Però è positivo, o no?"
"Sì, certo che lo è. Il terrore pietrifica, la paura permette di difendersi. Scacciare un insetto volante permette di contrattaccare, arrivare alla 'porta' della comprensione e da lì..forse..un giorno....andare oltre..."
"...uffa...che fatica, non mi va di giocare questo ruolo della finta scema. Quanto manca?"
"Il tempo di caricare i moduli invisibili."
"Ma cosa sono?"
"Beh, la sognatrice dovrà svegliarsi e mantenere in mente le emozioni profonde...dovrà provare tensione e desiderio di condivisione. Quindi solo alla fine dovrà postare nel blog il sogno e permettere a noi di essere inizializzate."
"INIZIALIZZATE????"
"Ma certo, sciocchina, dove credevi di essere? Nella mente della sognatrice? Non lo sapevi che sei nella mente del bloggologo? Lui si sta riposando, nel pomeriggio, e noi stiamo risolvendo un problema."
"Oh mio dio."
"Tranquilla, vieni...ti faccio vedere un suo ricordo, sorriderai..."
"Ma la sognatrice...sono confusa..."
"Il sogni sono confusi per chi ne sta fuori, tanto quanto noi ci confondiamo pensando alla vita reale dei nostri sognatori...vieni, andiamo via."
"Si, andiamo."
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